La Via dell'Onore
Jung Do

Il cavaliere combatte a viso aperto
Nella società umana può esistere la giusta via. Nella vita è possibile scegliere tra diverse vie ma tra queste ne esiste una che risulta in armonia con tutte le cose e che permette di avvicinarsi alla verità. È proprio tale via che dobbiamo sforzarci di scoprire quali cavalieri. In tale via si trova, ad esempio, la giusta carriera lavorativa da intraprendere. Se questa viene seguita sarà sempre possibile avere successo, al contrario se ci si sforza di seguire una carriera non consona (ad esempio solo per denaro o presunzione) è come costruire un castello di sabbia vicino alle onde del mare: prima o poi tutto finirà per annichilirsi. La stessa positività dei risultati raggiunti (quello che normalmente viene chiamato grado di successo) deve essere misurato nell’abilità raggiunta di trovare e mantenere la giusta via nella propria vita. Il praticante di Arti Marziali deve conoscere e seguire la sua giusta via. Uno dei principi filosofici del Hwa Rang Do® è "JUNGDO SUHEANG", ossia "seguire la propria giusta via è dovere di ognuno". Ogni Arte Marziale degna di tale nome propone e segue la propria giusta via che si incastra nello stesso programma marziale. Il praticante deve seguire la via (il "DO") della propria Arte rimanendole fedele fino in fondo cercando di capirla profondamente. In tale senso non bisogna fare l’errore di rimanere a cavallo di tante differenti vie pensando che imboccandone una si possa perdere qualcosa. Tutte le giuste vie sono alla fine uguali a patto che si abbia il coraggio e la forza di seguirle fino in fondo. I praticanti possono avere un approccio personale all’Arte ma la variazione delle tecniche deve avvenire solo anni di dura pratica ed è comunque bene insegnare le variazioni separatamente mettendo in evidenza che si tratta di una personalizzazione dovuta a precisi obiettivi. In questo modo si da la possibilità ai nuovi allievi di conoscere le stesse tecniche che il Maestro ha studiato all’inizio per poi consentire l’ulteriore personalizzazione negli anni. La giusta via dell’Arte Marziale è da porre in relazione anche all’organizzazione centrale che regola l’Arte stessa per potere di successione. In tale organizzazione centrale devono esserci Maestri con una lunga esperienza di pratica il cui unico scopo è la longevità dell’Arte. Se questo è vero le leggi ed i regolamenti che l’organizzazione centrale emana, cui tutti i praticanti devono conformarsi, sono una ottima indicazione della giusta via e la riflettono completamente garantendo l’alta qualità della pratica. Esistono dei Maestri che pensano di poter insegnare un’Arte Tradizionale senza rifarsi ai fondatori o ai legittimi eredi di tale responsabilità. Tali praticanti hanno ceduto alla propria spinta personale non considerando che disgregando i rappresentanti dell’Arte finiscono solo per indebolirne l’identità. La spinta personale può essere dovuta alla voglia di guadagnare, al fatto che non ci si riconosce nelle decisioni dei superiori ecc., ma la giusta via è anche umiltà ed obbedienza e questo non è sempre facile. L’organizzazione centrale che ha la responsabilità di guidare un’Arte Marziale non deve essere costruita per il profitto di qualcuno o di un gruppo di persone ma solo per il bene dell’Arte stessa. Piuttosto che preoccuparsi delle incomprensioni, dei contrasti, della voglia di acquisire gradi a tutti i costi, i praticanti dovrebbero avere come primo obiettivo quello di rimanere saldi alla propria identità marziale rinforzando così lo spirito dell’Arte e l’immagine che di essa si ha all’esterno dell’organizzazione. Tutti devono avere "voce" nell’organizzazione, rispettando naturalmente l’ordine di importanza relativo alla durata della pratica, all’onore ed all’apporto che la persona specifica da’ ed ha dato all’Arte. Naturalmente il "posto di riguardo" nell’organizzazione non deve essere un obiettivo per nessuno. Operando il bene dell’Arte "miglioriamo l’energia positiva dell’universo" e questo deve essere l’unico grande obiettivo che ci dobbiamo porre.
